Turismo: come sopravvivere in tempi di crisi
Andra Chiari, dirigente dell’assessorato al Turismo della Provincia di Reggio Emilia, nell’aiutarci a reperire i dati per l’analisi della stagione estiva 2009, ci ha fatto pervenire queste considerazioni, che riteniamo interessante pubblicare.
“Per quanto riguarda la montagna c’è da dire che nella stagione estiva, sia nelle Alpi che negli Appennini, c’è una generale perdita di competitività da cui si salvano gli operatori che hanno puntato sull’innovazione e sulla qualità. Venuta meno la tradizionale vacanza lunga stagionale climatica bisogna intercettare nicchie diversificate, di solito caratterizzate da uno spiccato interesse per la natura nelle sue varie forme. Tuttavia, come raccomanda l’osservatorio regionale, bisogna ripristinare il "glamour" nei soggiorni in montagna, favorendo un’accoglienza personalizzata e famigliare e non puntando su metodi tipici del largo consumo come le svendite, il pakaging, il tutto compreso, i distributori di merendine, i servizi all’osso, le richieste esose di conferma preventiva minacciando penalità, cioè tutto ciò che cancella il sogno e che fa apparire una vacanza in montagna come un prodotto di discount. Insomma, si tratta di non ripetere formule da anni settanta ma programmare a lungo periodo strategie che puntino sulla tipicità, lo smalto, il fair play. Il turista non vuole stare in vacanza con un comfort inferiore a quello che trova a casa sua. E soprattutto cerca nella vacanza elementi di fantasia, fascinazione e sogno. Se la risposta degli operatori è il taglio dei costi, la riduzione della stagionalità e le ristrutturazioni solo se ci sono incentivi pubblici, con modelli ripetitivi di offerta, dalla crisi non si esce.”



