lunedì, 6 settembre 2010

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Statale 63: l’impegno degli enti locali nel 2008

Nella storia recente delle infrastrutture, dovendo scegliere la direttiva principale attraverso la quale collegare la pianura padana con la Liguria e la Toscana i governi hanno sempre preferito Parma e il passo della Cisa, che ad oggi contano su autostrada e linea ferroviaria. La statale 63 è dunque ad oggi l’unica arteria di comunicazione della provincia Reggiana col suo Appennino e con la Lunigiana.

Eppure, la cronaca recente pone seri dubbi sulla reale importanza attribuitale dallo stato e dall’Anas, sulla corretta ed efficace gestione di appalti, fondi e tempi, nonché sull’efficacia e la trasparenza dei controlli e dell’ operato di enti locali e forze dell’ordine. Limitandoci agli ultimi due anni registriamo l’evento più importante il 5 dicembre 2008: la chiusura in comune di Collagna, al km 41 a causa di una frana che tagliò letteralmente in due la 63 con pesanti disagi per gli abitanti e per il turismo invernale e che costrinse alla riapertura di un vecchio tratto in disuso da trent’anni, chiuso a sua volta perché a rischio di frane. Poi ancora uno smottamento di circa 200 metri poco fuori dall’abitato di Castelnovo ne’ Monti, con conseguente senso unico alternato e successivo monitoraggio da parte dei vigili urbani, vari cedimenti strutturali, i tempi biblici dei lavori alla galleria Bocco-Canala, la pericolosità di numerosi tratti segnalata da tempo dai cittadini.

Poco meno di due anno fa, nel Gennaio 2008, Provincia e Anas effettuarono un sopalluogo congiunto dell’intero tratto tra Rivalta e il passo del Cerreto. Parteciparono l’allora assessore al trasporto ed alla mobilità sostenibile, il vicepresidente della Comunità Montana e alcuni tecnici e responsabili Anas. Vennero riscontrate numerose criticità, in particolare riguardo a guard rail e muri a monte lungo tutto il percorso, al tratto che va dalla galleria del seminario all’abitato di Fariolo, al ponte di Calcinara. Vennero allora prospettati il rifacimento della segnaletica dove carente e un piano di interventi ordinari e straordinari di manutenzione e varianti (es. Ponterosso e Terminaccio).

Nel corso dello stesso anno registriamo ad Ottobre un comunicato congiunto dei sindacati Cigl Cisl e Uil a sollecitare interventi e, il giorno 7, a termine di un incontro con la stampa, un intervento della presidente della Provincia Masini molto critico nei confronti di Anas: “Da un lato ci siamo attivati nei confronti della stessa Anas per sbloccare progetti già pronti - come quello relativo alla galleria Bocco-Canala che, ci è stato assicurato, andrà in appalto nel corso del 2009 - o per rendere la Statale 63 più sicura e scorrevole, con la manutenzione della galleria del Seminario per 3 milioni e con l’utilizzo di 12 milioni del Piano quinquennale Anas secondo lo studio di fattibilità redatto dalla Provincia di Reggio che prevede, nel tratto compreso tra Cà del Merlo e la località Croce di Castelnovo Monti, un intervento di adeguamento della sede stradale, ripartito in lotti funzionali, finalizzato ad aumentare la sicurezza attraverso la riduzione delle limitazioni al transito e parziali rettifiche di tracciato. La Provincia sta poi realizzando o progettando direttamente diversi interventi, che consentiranno una riorganizzazione complessiva della viabilità tra la città e la montagna, liberando i centri abitati dal traffico di attraversamento: dalla Variante di Canali (che la Provincia completerà entro la primavera con una spesa di 12 milioni) alla Bretella di collegamento Asse attrezzato-variante di Canali (per 6 milioni a cura del Comune di Reggio in compartecipazione finanziaria al 50% con Provincia di Reggio e Regione), dal primo lotto della Variante di Puianello (altri 6 milioni a carico della Provincia di Reggio Emilia) alla Variante di Ponte Rosso a Castelnovo Monti che sarà appaltata a breve

Progetti ambiziosi, da cui si può prendere atto innanzitutto di un dato importante: la partecipazione economica determinante di comuni e provincia alla realizzazione di opere infrastrutturali nel proprio territorio, ma di competenza e amministrazione para statale.

Un giudizio sull’efficacia e la qualità di questo impegno congiunto potrà essere dato solo una volta conclusi i lavori. Resta l’amarezza nel constatare che enti locali dai bilanci già non floridi e soggetti a sempre ulteriori tagli di fondi e vincoli di bilancio dai governi centrali siano costretti a spendere risorse preziose e abbondanti per opere di manutenzione che non spettano loro pur di vederle realizzate.

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