Il Piano pluriennale economico e sociale del Parco analizza il territorio
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Si è tenuta a Lucca mercoledì 25 novembre una riunione della Comunità del Parco, l’organismo che riunisce i rappresentanti di tutti gli Enti Locali (Comuni, Comunità Montane, Province) su cui si estende il Parco Nazionale e le regioni Emilia Romagna e Toscana.
La riunione aveva all’ordine del giorno la nomina di un consigliere, per la quale è stato riconfermato all’unanimità Pietro Romiti, già sindaco di Comano, decaduto per la scadenza del mandato di sindaco, e l’esame della bozza del primo capitolo del Piano pluriennale economico e sociale (PPES) per la promozione delle attività compatibili.
Il PPES è un documento con validità quadriennale e ha lo scopo di attuare un vantaggio competitivo ai progetti compresi in tale piano e collocati all’interno del perimetro del Parco rispetto a finanziamenti statali e regionali.
Obiettivo generale del PPES è contribuire allo sviluppo di un distretto di ecoturismo, capace di valorizzare e mettere a sistema le eccellenze e le potenzialità dei territori del Parco nazionale. Il Parco dovrà anche favorire lo sviluppo sostenibile di filiere di energia rinnovabile e dell’efficienza energetica, cercando di dare impulso alle imprese e ai professionisti locali operanti in questo settore, stimolandoli a qualificarsi e a creare nuove imprese specializzate. Sarà inoltre necessario garantire uno sviluppo sociale del territorio coerente e propedeutico al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di sviluppo economico sostenibile, offrendo occasioni di socialità e di crescita culturale per i residenti del territorio del Parco. Infine, ma assolutamente non meno importante degli obiettivi precedenti, il Parco dovrà saper innescare occasioni di innovazione, sperimentazione, interconnessione e integrazione tra i territori, agendo come una "Agenzia per lo sviluppo sostenibile", ovvero offrendo al territorio elementi di innovazione, ricerca e sviluppo, progetti pilota, spin-off imprenditoriali, ricercando finanziamenti favorendo forme di interconnessioni e scambi e la creazione di reti e collaborazioni.
Il primo capitolo del PPES, oggetto della riunione di mercoledì scorso, contiene l’analisi socio-economica del territorio, un insieme di dati sui singoli territori utili per una riflessione che individui punti di convergenza e differenze, al fine di evidenziare le possibili connessioni, le carenze da colmare, le sinergie da favorire.
Dall’analisi emerge come uno dei settori più produttivi del territorio appenninico sia quello turistico. Sono oltre 235.000 le presenze registrate lo scorso anno nel territorio del Parco, concentrate in particolare nei comuni reggiani di Busana (soprattutto nella località di villeggiatura di Cervarezza Terme) e Collagna (nella stazione sciistica di Cerreto Laghi), seguiti dalla Lunigiana e dalla Garfagnana. “In Emilia – è scritto nel documento - la maggior parte delle presenze (circa il 95%) riguarda turisti italiani, in Lunigiana i turisti stranieri sono invece la metà, mentre in Garfagnana il 25%”. Un elemento positivo è anche la forte presenza di seconde case, utilizzate per la villeggiatura, segno tangibile dell’interesse verso l’Appennino e della disponibilità a investire in questo territorio.
L’area del Parco dimostra una buona attrattività anche per gli immigrati che “superano gli emigrati in quasi tutti i casi, soprattutto in Garfagnana”. Tra questi non mancano una buona percentuale di stranieri, oltre il 5%. “Il saldo migratorio positivo non è comunque sufficiente a sopperire alla perdita di popolazione dovuto all’invecchiamento alla bassa natalità”. Lo spopolamento dei comuni del crinale e l’allontanamento dei più giovani, è il dato più preoccupante che emerge dall’analisi. Un dato che comporta pesanti conseguenze riguardo alla composizione per età della popolazione, alla sua attività, produttività e anche creatività e innovazione, ovvero le basi fondamentali per programmare uno sviluppo socio-econimico sostenibile e duraturo.



